ANGIOPLASTICA DELL’ASSE ILIACO-PENIENO

Una semplice procedura di angioplastica  (mediante una puntura dell’arteria femorale) e l’introduzione di un piccolo catetere nel quale viene portato un palloncino sino al punto della lesione, può risolvere il problema di disfunzione erettile, se questa è legata ad una stenosi (restringimento) delle arterie che portano il sangue al pene. I palloncini sono rivestiti di un farmaco (taxolo, paclitaxel) che serve a ridurre la cicatrizzazione “anche chiamata restenosi” del vaso a distanza di tempo. La nostra esperienza personale con questa tecnica nuovissima, riguarda 54 pazienti che si sono presentati per disfunzione erettile e che hanno tutti effettuato il questionario IIEF-5 ed un Doppler penino basale e dinamico con iniezione di  prostaglandine. Quest’ultimo è risultato positivo in 24 pazienti. Di questiDiapositiva1, 8 presentavano un flusso ridotto dopo iniezione di prostaglandine di entrambe le aa. pudende. I pazienti sono stati sottoposti quindi ad un’angio-TAC del distretto iliaco-penieno per evidenziare perfettamente il segmento del vaso interessato dall’ostruzione. Questa modalità di percorso diagnostico è quella da seguire, in quanto favorisce una chiara visualizzazione dell’origine dei vasi e fornisce la migliore proiezione per valutare al meglio le lesioni segmentarie, facilitando quindi in maniera significativa il successivo compito del cardiologo interventista, e facendo risparmiare una notevole quantità di contrasto al paziente durante la procedura. Tutti i pazienti sono stati quindi sottoposti ad angiografia peniena e trattati con PTA mediante palloncino a rilascio di farmaco del distretto interessato. I risultati sono mostrati nella Tabella seguente, che suggerisce come si possa ottenere la risoluzione della stenosi nel 96% dei pazienti e come questa si traduca in un successo clinico a distanza (scomparsa della disfunzione erettile) estremamente elevato.

Schermata 2016-02-24 alle 21.00.47